Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Il tempo materiale

Il tempo materiale1978. Avevo dieci anni. La Telefunken dei miei genitori era ancora in bianco e nero, di quelle a valvole. Quando si spegneva vedevi lo schermo ridursi fino ad un puntino bianco al centro. Fu lì che vidi le immagini del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, il 9 maggio 1978, in quella che era una Renault 4 rossa, ma che nella mia memoria è semplicemente grigia, come quegli anni di terrorismo in cui non mancavano mai notizia di stragi, bombe e cadaveri.

E’ proprio in quell’anno che si svolge la storia dei tre protagonisti di questo libro di Vasta. Tre ragazzini palermitani, i compagni Nimbo – voce narrante – Raggio e Volo, seguono gli avvenimenti, leggono i giornali, non giocano con i loro coetanei, guardano alla vita con uno spietato cinismo. Non si pensi siano ragazzi disagiati: provengono  tutti da famiglie normali.

Si coglie da subito che il linguaggio usato dal narratore non è possibile da parte di un ragazzino di 11 anni. Il suo lessico è ricco, le frasi costruire con maestria, destrutturate rispetto ad un linguaggio normale e ricostruite in maniera nuova, innovativa.

La forma del testo l’ho definita in gran parte io. Mi sono messo d’impegno a studiare i comunicati delle Br – ogni pomeriggio, da solo, alla radura del porno, seduto in mezzo ai ritagli, le forbici in mano – ad analizzarli ancora più approfonditamente di come abbiamo fatto a maggio. Ho cercato di smontarli e rimontarli, di torcere la sintassi e immaginare un altro lessico. Volevo modificarne lo stile, una lingua diversa; tecnica e violenta, sì, ma anche autonoma rispetto a quella delle Brigate Rosse, con un valore esclusivamente nostro.

Aldo Moro

Man mano che si prosegue nella lettura ci si chiede come quello che all’inizio sembrava un gioco per emulare gli adulti, quelle Brigate Rosse che riempiono i giornali, possa poi prendere pieghe tanto drammatiche.

Sembra quasi che in quei corpi bambini si stia svolgendo una lotta interiore, che l’adulto che si sta formando voglia proprio uccidere quel che di fanciullo rimane nel loro animo.

Inizieranno la loro lotta ma, come suggerisce il compagno Volo, serve un nemico. Lo troveranno, il nemico, e quella che all’inizio sembra una ragazzata prenderà, azione dopo azione, una svolta drammatica. C’è un punto del libro nel quale l’angoscia prende il sopravvento, il lettore, nel mio caso la lettrice vorrebbe dire “fermatevi, non andate oltre, come farete poi a tornare indietro?”. Ma il fatto è proprio questo, non esiste la possibilità di tornare indietro, di far sì che sia stato solo un gioco. Volo, la mente organizzativa, il capo, spinge per andare oltre, sempre più in là. E’ consapevole che si fermerà solo se sarà scoperto.

Si entra nel silenzio del mito, aggiunge poi. Nel morire. Adesso, la testa sempre abbassata sul petto, mi cerca con gli occhi nella penombra fitta, mi fa capire che tocca a me. E perché accada, dico allora, si deve essere catturati. Sì, conferma senza muoversi. La cattura è ciò che ci separa dal tempo e dallo spazio. È sempre più stanco, qualcuno che è stato in esilio nella storia e che finalmente, tra poco, potrà liberarsi. Ricordati, scandisce piano, che lo scopo di tutto questo è la sconfitta. Lo aveva detto. Era qualcosa che aveva compreso e seminato. Non potere e non volere vincere. Contemplare la vittoria soltanto nella retorica linguistica, come miraggio, coltivando nel frattempo una sconfitta perfetta. Perfetta. Affinché la sconfitta sia perfetta il nemico deve essere perfetto. Lo abbiamo reso perfetto: adesso possiamo perdere.

La scelta dell’ultima azione da parte di Volo sembra essere pensata per essere fermato dai compagni. E lì noi, col fiato sospeso, nella speranza che ci possa essere un – se non lieto – almeno accettabile fine.

Io, nel 1978, avevo dieci anni ed ero ancora bambina.

Titolo: Il tempo materiale
Autore: Giorgio Vasta
Editore: Minimum fax
Pag.: 311
Prezzo: € 13,00

 

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

3 commenti su “Il tempo materiale

  1. Agata (e la tempesta)
    14/08/2014

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Un libro “forte” per stomaci non troppo delicati.

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  2. zaidenoll
    14/08/2014

    Bellissima rece, Agata!grazie!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 14/08/2014 da in Letteratura italiana con tag , .

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