Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Sette Luoghi

Sette_LuoghiYoussef Ziedan è uno dei maggiori esponenti culturali egiziani, impegnato nella conservazione del patrimonio culturale anche arabo. Accademico e scrittore, è vincitore di premi letterari internazionali. “Sette luoghi” è un romanzo basato sulla narrazione complessa di un unico personaggio intorno cui ruotano tutti gli altri, un personaggio di cui però non si conosce mai nome. Potrebbe trattarsi di uno dei milioni di ragazzi arabi che popolano il vasto mondo. Si potrebbe definirlo un romanzo di formazione, alla maniera della letteratura classica dell’800 europeo. La storia di un ragazzo che attraversa il suo tempo (dagli anni ‘90 fino alla guerra di Afghanistan). Punto di partenza è l’amore per una ragazza, vertice delle sue aspirazioni personali e realizzazione del suo ideale. L’oggetto di questo amore impossibile è Nora, colta ragazza che deve fare i conti con la condizione femminile in Egitto e un matrimonio imposto dalla sua famiglia.Il racconto della passione è delicato, quasi di libri di altri tempi. Il protagonista si ritrova, per casi fortuiti, a subire la storia fino all’internamento in una prigione afghana e a Guantanamo.

Sette i luoghi attraversati e vissuti dal protagonista, lontani tra loro e abbozzati in maniera ottima. Pennellate e pochi riferimenti per affrescare un intero mondo. Punto di partenza è la terra di Egitto, Assuan e i suoi luoghi millenari, la diga in cui il protagonista pesca e aspetta che la vita inizi. Lui è sudanese, ma di nobili natali, tanto da risalire alla famiglia del Profeta. Lui è religioso, credente e praticante e aspetta che tutto vada bene e si risolva “Insciallah”, ma così non è. La vita è dura e cruda soprattutto per chi non ha protezione.

Interessante l’atteggiamento dell’autore: evidente la critica alla società tradizionalista espressa con la storia di Nora, che impedisce la realizzazione delle aspirazioni delle donne e di conseguenza degli uomini (se innamorati) o la figura della moglie del protagonista, scelta per convenienza e ragioni sociali e assoggettata ad un uomo che non la ama. Molto più forte la critica verso la politica estera occidentale e il metodo di esportazione della democrazia, il totale disprezzo di ogni diritto umano. I soldati statunitensi sono descritti senza ombra di pietà, strumenti di violenza per l’umiliazione delle popolazioni che combattono.

E’ comunque vero che Ziedan non risparmia critiche alla società musulmana corrotta, in Pakistan, come in Egitto, Sudan, Libia, repubbliche del Centro Asia. L’esperienza individuale è strettamente correlata e condizionata dalla storia – è evidente in questo il riferimento al grande Mahfuz. Inoltre Ziedan disegna un personaggio credente, sottomesso, partecipe della jihad del cuore e quindi pacifista che nulla a che vedere con il piccolo jihad frainteso con la violenza. Rilevante, a mio parere, l’immagine del mondo islamico come ecumene, dove l’appartenenza nazionale e territoriale conta poco, dove la wataniyya (ovvero la nazione islamica mondiale) conta più della qawniyya (la nazione in senso territoriale, come cittadinanza). La Umma, l’ecumene islamica è pronta ad accogliere il ragazzo, dagli Emirati a Tashkent, ma il senso viene meno quando musulmani di combattono tra di loro e vendono i fratelli (come in Afghanistan e Pakistan). Apri il libro e resti fulminato dall’incipit, universale, sul significato della vita. Molti i brani da citare per bellezza e intensità. Ho ritrovato poi in Ziedan quel gusto per la narrazione tipica della letteratura orientale contemporanea e l’intensa descrizione dei sentimenti, soprattutto dell’amore.

Consigliato: per chi vuole unire alla lettura intimista quella impegnata sul gioco di potere del mondo contemporaneo e per chi non si arrende ai luoghi comuni sull’Islam

Sconsigliato: il romanzo a tratti può risultare melenso, se siete razionalisti lasciate perdere, anche se a mio avviso varrebbe la pena tenere duro.

Vi regalo l’incipit. Giudicate voi

 “La vita ci confonde. Ci abbaglia con i suoi lampi di colore, ci fa percorrere le sue strade allegri e spensierati, per poi sorprenderci con le sue vicissitudini. O s’industria per concederci qualcosa di tanto in tanto, facendo sembrare realizzabili i nostri sogni, per cui ci sentiamo fin troppo tranquilli e sicuri di noi, immersi nelle nostre fantasie. Chissà… Forse invece la vita non si cura proprio di noi; la rincorriamo con una serie di astuzie, per restare attaccati alle nostre aspirazioni e, anche se queste vengono tradite, continuare a sperarci. A meno che, col passare degli anni, non ci dimentichiamo di essere, alla fine del giro, nient’altro che frustrati. E bendati.”

Autore: Youssef Ziedan

Editore: Neri Pozza (23 gennaio 2014)
Collana: Le tavole d’oro
Lunghezza stampa: 233 pagine
Lingua originale: arabo
ISBN-10: 8854507156 ISBN-13: 978-8854507159
Prezzo di copertina:16,50€

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

12 commenti su “Sette Luoghi

  1. zaidenoll
    06/05/2014

    Sembra davvero davvero bellissimo!

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  2. Tatiana Larina
    06/05/2014

    un po’ melenso lo è, innegabilmente, però è bello, solo che Zaide, bella, prendimi con le pinze, lo sai che io lovvo gli arabi incondizionatamente 🙂

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  3. speranza
    07/05/2014

    ma che meraviglia!!!

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  4. zaidenoll
    07/05/2014

    Allora pinze saranno, sopratutto perchè in questi giorni melenso no no no, non ce la posso fare 🙂

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  5. polimena
    08/05/2014

    A me la letteratura araba, per quel poco che ho letto (Mafuz, Ben Jelloun, Kandra), piace. Quindi potrei proprio provare a leggerlo!

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  6. Tatiana Larina
    08/05/2014

    Mafuz è uno dei miei scrittori preferiti, Ben Jelloun non mi ha colpito, Kandra, mai letto. Ho appena iniziato Azazel, romanzo storico sul V sec. che non parla di Islam sono molto curiosa

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  7. Tatiana Larina
    08/05/2014

    bello, mai letto gialli scritti da arabi! tra l’altro se digiti Yasmina Khadra su google, trecugggine compare come secondo!!! fantastico

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  8. zaidenoll
    09/05/2014

    Yasmina Khadra vale davvero, è graffiante..mi piace assai! Gli altri arabi non fanno parte dle mio bagaglio..prima o poi recupererò 🙂

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  9. Pingback: Azazel | Parla della Russia

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Questa voce è stata pubblicata il 06/05/2014 da in Amore a prima svista con tag .

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