Eugenio Onegin

OneginLettori appassionati, se non l’avete ancora fatto, leggete Onegin! Lettori saltuari, se non sapete se votarvi a Fabio Volo o alla Mazzantini, leggete Onegin! Appassionati di classici, leggete Onegin! Amanti dell’avanguardia, leggete Onegin! appassionati di storia, poesia, chick-lit, filosofia, leggete Onegin!
Insomma questo libro è per tutti.

Ho scoperto nei versi (tradotti ohimé, che il russo non lo conosco) potenza poetica, narrativa, descrittiva. Puskin è russo e come tale scrive contenuti e forme come solo i russi sanno fare. Puskin è universale  e, cosa comune a molti russi, come tale parla oltre lo spazio e il tempo, restituendo alle parole la forza dell’eterno. Da cosa si misura un classico assoluto? A mio avviso dalla capacità di parlare in maniera universale, enunciare verità che tutti vediamo ma che non sappiamo concretizzare verbalmente.
Romanzo in versi, Eugenio Onegin contiene talmente tante parti dal contenuto assoluto da lasciare un’impronta indelebile.

I personaggi hanno una profondità quasi inconcepibile per un romanzo in versi e tutto sommato breve.
Credo che ogni donna abbia incontrato (almeno una volta) un Eugenio Onegin (io di sicuro), presentato come un giovin signore Pariniano, afflitto da spleen inglese, in russo Chandra in compagnia di Noia (Skuka) e Angoscia (Toska), alla ricerca di distrazioni mondane che possano allevargli la pena, egli approda in campagna per cercare pace, ma la sua natura lo tradisce e ripiomba nel delirio di una vita in fuga, che lo logora, lo spegne. Solo ritrovare Tatiana riaccenderà la vana speranza. La lettera di Eugenio a Tatiana è vetta di un amore disperato, di un cuore che ha vissuto tutto e quindi torna nudo all’amore. L’inevitabilità del finale è logico, ma la necessità di comunicare il sentimento è urgente e schiacciante.

Non tutti gli uomini hanno incontrato una Tatiana Larina, donna di assoluta perfezione sentimentale, coerente con se stessa oltre ogni ragionevole dubbio, non spreca parole, le centellina perché le parole sono importanti sempre: nella lettera a Eugenio per rivelargli il suo amore come nella vita mondana cui decide di sottostare. Tatiana condivide con Eugenio la malinconia
l’immaginazione malinconica, sua amica fin dai giorni della culla, le aveva rallegrato con i sogni lo scorrere della vita campestre, e i giochi infantili le erano estranei: avvincevano più il suo cuore i racconti spaventosi nel buio delle notti d’inverno”.

“ Tatiana (russa nell’anima senza sapere lei stessa perché) amava l’inverno russo per la sua fredda bellezza, per la brina scintillante al sole in un giorno di gelo, per la slitta, per lo splendore delle rosate nevi, nella tarda aurora, per il buio misterioso delle sere dell’Epifania”.

E cos’è la lettera di Tatiana a Eugenio se non l’archetipo delle lettere d’amore? La letteratura del tempo ne era piena, ma la vetta è raggiunta da Puskin che in poche righe raccoglie la freschezza del primo amore e insieme lo struggimento dell’unico amore, quello che si riconosce al primo sguardo, quello che non aspetta di essere ricambiato.

Il rapporto dei due è fatto di episodi, di istinto che li porta l’uno verso l’altra ma in momenti diversi. I sentimenti saranno destinati a non incontrarsi, a non esaudirsi e qui sta ancora la grandezza di Puskin, niente di banale. Tutto è scritto per la prima volta.

Unica nota bassa, la traduzione, buona ma molto prosaica e non restituisce poeticità, molto ben fatta la parte critica. Edizione molto curata.

Qui di seguito qualche verso da tenere in mente:

Ricordo il mare, prima del temporale: come invidiai alle onde, che inseguivano in tempestoso ritmo, di giacere con amore ai piedi di lei!”

A noi dal cielo è data l’abitudine: essa sostituisce la felicità

Tanto meno si ama una donna, tanto più le si piace, e tanto più sicuramente la si rovina nella rete della seduzione

Ma chi non si abbatte a far l’ipocrita, chi può ripetere con indifferenza le stesse parole, cercar di far credere, seriamente ciò di cui tutti, da tempo, sono convinti, sentire sempre le medesime risposte, abbattere dei pregiudizi che neppur le fanciulle di tredici anni han mai avuto e non hanno

P.S. il mio pseudonimo non nasce dalla presunzione di sentirmi Tatiana (magari, o forse no), ma dall’amore per questo meraviglioso personaggio letterario femminile

Autore: A.S. Puskin
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (1 giugno 1985)
Lingua originale: Russo
Lunghezza: 656 pagine
Collana: Classici
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8817165190
ISBN-13: 978-8817165198

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11 risposte a "Eugenio Onegin"

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  1. ma tu il nome l’avevi scelto senza aver letto il romanzo o è una rilettura?
    p.s. bella recensione, aggiungo un classico alla lista dei libri da leggere, grazie.

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  2. io ne avevo letto pezzi con un amico, secoli fa, durante incontri a casa sua… periodo universitario, quando si gioca a fare i bohémiens… intero, tutto non lo avevo mai letto e la versione era davvero poetica in versi, ma non ricordavo editore e curatore, così ho comprato questo, ma rimandavo, rimandavo per paura di restare delusa, sai com’è, quando riprendi in mano una cosa che ti era piaciuta tanto (come ho scritto nella rece di America di Majakovskij) … invece….

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    1. l’editore poteva essere garzanti ,collana i grandi libri,e il traduttore Giovanni Giudici ,poeta a sua volta e quindi bravo a rendere un testo poetico ?Questo è il mio onieghin di secoli fa.

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