Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Di Mari in Mari (Tu, sanguinosa infanzia)

In principio venne Euridice aveva un cane. Circondata da stimate amiche bibliomani che parlavano in termini entusiastici di Michele Mari, naturalmente non seppi resistere alla tentazione. Già dopo aver letto l’incipit dell’e-book – non compro mai a scatola chiusa ma cerco sempre di leggere qualche pagina prima che accada l’irreparabile –  ho avuto la sensazione che le probabilità che cadessi nel tunnel di questa nuova droga fossero molto, molto alte. Qualche settimana dopo, chiudendo Verderame ho capito quanto fosse patetica la classica dichiarazione  “Posso smettere quando voglio!” e mi sono sparata la terza dose a scatola chiusa (mai dire mai). Convinta che Tu, sanguinosa infanzia fosse un romanzo, mi sono trovata tra le mani una raccolta di undici racconti, ognuno dei quali meriterebbe una recensione a sé stante, ma avrò pietà di voi.

C’è una zona, proprio sotto il ginocchio dei ragazzini, in cui si compendia l’orrore dei giardinetti: là dove la pelle è più grigia e più spessa, quasi cotta dagli sfregamenti sull’erba; là dove la lerceria si è consustanziata nel derma.

978880619543MEDÉ l’inizio di “L’orrore dei giardinetti” e l’occhio inevitabilmente corre a quella cicatrice sul ginocchio sinistro memoria dell’ennesima caduta in bicicletta durante le vacanze dai nonni.

Michele Mari è uno sciamano dell’infanzia. Potrebbe trattarsi di una banale questione anagrafica, ma in ogni racconto riesco a trovare qualcosa di conosciuto che mi appartiene. Così “L’uomo che uccise Liberty Valance” è uno dei miei film di culto sin da bambina e “Il testamento del capitano” il canto alpino che studiavo a scuola dalle suore e mi faceva venire in mente bizzarri quesiti. E la voglia crudele e bambina di cancellare dalla faccia della terra chi ti aveva maltrattato e l’annullamento di ogni distinzione tra vita e letteratura. Tutto questo in una scrittura raffinata, mai banale, ricercata ma mai opprimente. Insomma, uno sballo.

(They tried to make me go to rehab but I said, “No, no, no”)

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4 commenti su “Di Mari in Mari (Tu, sanguinosa infanzia)

  1. Agata (e la tempesta)
    28/03/2014

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Suggerimenti di p@p per la lettura di uno scrittore italiano, Michele Mari.

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  2. Leoni Gianni
    25/04/2014

    Leggendo grazie a te il bellissimo libro di Mari mi sono ricordato di due librini affini:”Il catalogo dei giocattoli”di Sandra Petrignani e “infanzia”di Giuseppe Scaraffia ed . Sellerio.Mentre la Petrignani è consigliabile dello Scaraffia non so che pensare,parte dalla letteratura per arrivare alla ,psicanalisi ,all’antropologia insomma troppo per me che non so tanto,l’ho piantato lì già due volte,leggo una voce e qualcosa intuisco ed apprezzo,ne leggo un’altra e sbuffo:se tu nei prossimi mesi mi dicessi la tua mi piacerebbe assai.So che chiedo troppo,la vita anche quella letta ha i suoi percorsi individuali non deragliabili ma,vabè in fondo son due librini mica tomi.Ciao Gianni il postino.

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    • p@p
      26/09/2014

      Leggo solo ora e riparo impegnandomi solennemente a leggere sia Petrignani che Scaraffia. Lieta che il libro di Mari ti sia piaciuto. Ciao, Gianni il postino.

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  3. Pingback: Ci mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2014 | Parla della Russia

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Questa voce è stata pubblicata il 28/03/2014 da in Letteratura italiana con tag .

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