Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Tre settimane da raccontare…

Differentemente da Kirk Douglas, invece delle hollywoodiane “Tre settimane in un’altra città”, ho passato tre settimane in ospedale.  Superata la prima, durante la quale il mal di testa mi ha impedito di leggere più di tre righe in tutto, mi sono data alla pazza gioia e ho combinato quanto segue:

verderame1) ho finito Verderame di Michele Mari, un libro splendido che vanta una scrittura strepitosa. L’avventura di Michelin alla ricerca della storia del “mostro” Felice ha le caratteristiche del giallo, del romanzo di formazione, della ricostruzione storica, del fantasy, del romanzo d’avventura, del thriller. Merita davvero. L’unica lieve difficoltà, per i “sudici” come me, può essere imputata al dialetto “nordico” (siamo nel varesotto) di Felice, ma basta leggere come se si leggesse ad alta voce e il senso appare subito chiaro. Per me è il secondo libro di Michele Mari dopo “Euridice aveva un cane” e rappresenta sicuramente una conferma. Leggerò altro.

L'importante della vita2) nella libreria dell’ospedale, nonostante avessi un kindle ben imbottito, mi sono data inevitabilmente all’acquisto compulsivo (3 libri). L’importante nella vita di Antonio Pascale è uno strano librino. Scritto come una sceneggiatura cinematografica con flashback e flashforward, montato con scene che si alternano, in una totale “disunità” di tempo e di luogo. La storia prende lo spunto dalla sfida tra un docente e uno studente, che porterà l’aristocratico Diego a intrecciare la sua storia con la plebea Lilla sulle tracce di una maglietta infilata nel cassonetto degli abiti da riciclare. L’inchiesta sul percorso degli abiti usati lo trascina da una Roma periferica e e a Diego sconosciuta, dipinta vivacemente e rappresentata nel libro con le mappe, verso a una Napoli mafiosa e traffichina.

lanostalgiafelice3) il secondo libro che ho comprato è stato La nostalgia felice di Amélie Nothomb. Una Nothomb molto diversa dal solito e un libretto che si legge in due secondi. Scomparsa l’ironia feroce e la cattiveria che mi ha fatto innamorare, il racconto del suo ritorno in Giappone ha toni quasi “meló”, ma ormai Amelia per me è come una vecchia amica che può scrivere quello che vuole. Sicuramente non lo consiglierei come approccio alla scrittrice.

nullasololanotte4) terzo ed ultimo acquisto Nulla, solo la notte di John Williams (che poi nel kindle c’era anche “The Butcher Crossing”, ma si sa, quando una è malata…). L’opera prima dell’amato (almeno da me) autore di Stoner risale al 1948, ma niente fa sospettare che possa non essere stata scritta ai giorni nostri. In una prosa già eccellente, il racconto della giornata di Arthur Maxley si dipana passando quasi senza soluzione di continuità dai sogni della notte agli incubi del giorno in cui rivivrà la paura, il dolore e il trauma che sconvolse la sua famiglia e la sua vita. Non epocale ma una bella lettura.

 

apnea5) una notte mi sono svegliata alle tre “frisca come un quarto di pollo” e non potendo accendere la luce, onde non ammorbare la coinquilina con la mia insonnia, ho raspato sul kindle in cerca di un gialletto. È andata a finire che per il principio del “c’è chi sta peggio” ho iniziato a leggere Apnea di Lorenzo Amurri, che, per chi non lo sapesse, è il racconto dell’incidente che ha portato un giovane musicista sulla sedia a rotelle. Andando oltre la storia e la scrittura, mi sembra che il valore del libro (che si legge comunque agevolmente) consista prevalentemente nella testimonianza e nella capacità di riuscire a mettere chi legge in condizione di capire, non tanto le indicibili sofferenze, le piccole vittorie e le continue sconfitte vissute da Lorenzo, quanto le sensazioni provate dal disabile nel confronto quotidiano con gli altri. Da questo punto di vista l’ho trovato illuminante.

scuolamedia6) dopo aver dichiarato di aver letto “Apnea”, il gruppo di sostegno alla p@p-ospedalizzazione mi ha brutalmente cazziato, e allora sono stata costretta a iniziare un libro scemo, quello di Patterson sulla scuola media. Non avevo mai letto nessuno dei suoi thriller né sapevo che scrivesse libri per ragazzi. In Scuola media. Gli anni peggiori della mia vita il protagonista Rafe ha inventato un nuovo gioco: trasgredire le cento e passa regole della scuola assegnandosi un punteggio per ogni successo, eheheheh! Carino anche per i “grandi” ma soprattutto da far leggere a fanciulletti di età adeguata.

ledonne che pensano sono pericolose7) ho toccato il fondo delle mie letture ospedaliere con Le donne che pensano sono pericolose di Stefan Bollmann, libro di rara bruttezza, oltre che completamente inutile. Se il suo “Le donne che leggono sono pericolose” si riusciva ad apprezzare almeno per il fatto che ci ricordava/faceva conoscere tutta una serie di bellissimi dipinti, pur nella pochezza dei testi, di questo non si capisce lo scopo. A quello che già sapevo dei personaggi che mi erano noti non ha aggiunto nulla di interessante mentre delle sconosciute non dice nulla di rilevante. Pasticcia saltando di palo in frasca, intreccia frasette tentando ardite giustapposizioni. Sembra un servizio del Venerdì di Repubblica allungato a 183 pagine. Anche la bibliografia finale mi sembra del tutto risibile. SGRUNT!

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Questa voce è stata pubblicata il 26/03/2014 da in Ora in libreria.

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