Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

L’ibisco viola

Immagine

Kamili, una ragazza di 15 anni, vive con i genitori e il fratello Jaja a Enugu, piccolo villaggio della Nigeria. Il padre, un uomo potente, proprietario di diverse fabbriche e dello Standard, giornale indipendente nazionale viene considerato un sincero paladino della libertà, difensore della democrazia, un uomo generose e integerrimo. Un uomo devoto. Ma è il volto pubblico.

In ambito famigliare diventa un padre padrone che censura sorrisi e libertà individuali, autore di violenze impensabili.
In questo clima di terrore e, nello stesso tempo di venerazione, irrompe la zia Ifeoma. Sorella del padre, vedova e indipendente mostra ai nipoti un altro modello di donna, di madre, di famiglia sostenendo i figli nella crescita (“Era quello che faceva zia Ifeoma con i miei cugini (…): li spingeva a saltare sempre più in alto con il suo modo di parlare, con quello che si aspettava da loro. Lo faceva sempre, convinta che avrebbero superato l’asta. Noi non saltavamo l’asta perché credevamo di esserne capaci, noi la saltavamo perché eravamo terrorizzati dall’idea di non farcela.”) .
La religiosità buia e castrante del padre si scontra con la gioiosa spiritualità di Ifeoma che mostra a kamili e Jaja la potenza e la bellezza di tradizioni arcaiche, il rispetto per la terra e i suoi spiriti. Ifeoma è una combattente, è fusione di tradizione e modernità, è l’aiuto reale che permette di cambiare l’esistenza.
In bilico da affetto e terrore, tra il desiderio di compiacere il padre-carnefice e l’urgenza di rialzarsi, Chimamanda Ngozi Adichie narra una storia di violenza domestica e nello stesso tempo le ferite della sua terra. (“Certe persone, ha scritto una volta, pensano che noi non possiamo autogovernarci perché le rare volte che ci abbiamo provato abbiamo fallito, come se tutti quelli che oggi si autogovernano ci fossero riusciti la prima volta. E’ come dire ad un bambino gattoni che cerca di alzarsi per camminare, ma poi ricade sul sedere, di restare fermo dov’è. Come se gli adulti che camminano accanto a lui non avessero tutti gattonato, una volta.”)

Se la via d’uscita pare la migrazione (la zia è costretta a trasferirsi in America), rimane un bagliore di speranza. In quel fiore raro che riesce ad attecchire. Nel dolore.

PS Consigliato da Nikita come miglior libro letto nel 2015.

Adichie Chimamanda N.
L’ibisco viola
Fusi Orari, 2006, 258 pagine, 15 euro

 

Annunci

4 commenti su “L’ibisco viola

  1. zaidenoll
    26/03/2014

    Grande Speranza!

    Liked by 1 persona

  2. Agata (e la tempesta)
    04/09/2015

    Lo sto finendo. Bel libro. Terribile la figura del padre. Ed anche le riflessioni sul dover scappare dal proprio paese. Molto attuale.

    Liked by 1 persona

  3. speranza
    05/09/2015

    lei è veramente molto brava.

    Mi piace

  4. Pingback: Ci (ri)mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2015 | Parla della Russia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Seguimi su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: