Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Non sono razzista, ma..

ImmagineGiuseppe Faso scrive un vero dizionario del razzismo democratico, lontano del razzismo becero e volgare, ma presente nelle nostre vite in modo quotidiano.

Razzismi che diventino stereotipi al quale siamo assuefatti, “al pari delle banconote, rimangono intrise dall’uso che se ne fa, dal significato comune che gli si attribuisce”.

È un dizionario che cerca di “aprire” le parole, togliendole lo strato che, a causa del livello di comunicazione al quale siamo esposti, le ricopre.

Un’opera di svelamento al quale siamo tutti chiamati.

Viene sottolineato il decisivo ruolo del linguaggio dei mass media e di esponenti politici che hanno contribuito a creare un clima di sospetto innalzando muri, facendo diventare normalità quello che non dovrebbe esserlo, creando una sorta di assuefazione a termini che orientano anche scelte politiche.

“Per non abituarsi a una normalità del razzismo che potrebbe uccidere la nostra democrazia”.

È un dizionario che coinvolge tutti noi.

Riporto, a titolo di esempio, uno stralcio dal sigma cittadini:

“ …. bisogna ridefinire i confini del “noi”, anche perché da questo “noi” escono giorgio per giorno sedicenni che uccidono genitori, dodicenni che pugnalano vecchine, pedofili in rete, pirati della strada con patente intoccabile perché non albanesi e che di volta in volta bisognerà espellere dalla vista, dipingendoli come mostri..”

Da “clandestino”, ad “efferato” passando per “percepito” e “tolleranza zero”; un’occasione per riflettere sulla strumentazione delle parole.

Da regalare.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/03/2014 da in I saggi russi & Co., Primo: non discriminare con tag .

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