Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

La costa degli schiavi

136_CostaSchiavi1Diario di viaggio, raccolta di biografie di personaggi storici, riflessione sulla condizione umana e il male che l’uomo riesce a fare ai suoi simili. Primo di una trilogia sulla tratta degli africani attuato dalla Danimarca tra XVIII e XIX sec., La costa degli schiavi rappresenta un vero punto di riferimento del genere. Ispirato dalla letteratura danese coloniale e postcoloniale (un caso evidente è l’incipit e la chiusura ispirate da La mia Africa  di Karen Blixen), Hansen ripercorre la tragedia della tratta e nel caso del primo libro si concentra su quanto succedeva sulla sponda africana del triangolo dannato della deportazione: dalla requisizione della “materia prima umana”, ai processi della compra-vendita alla gestione del “capitale” (perché non deperisse e garantisse il massimo del profitto possibile). L’autore sceglie di ricostruire la storia attraverso due strumenti: il diario del viaggio che lui compie sui luoghi più di un secolo dopo la fine dallo schiavismo danese; la lettura dei diari e delle testimonianze dei protagonisti dell’epoca. Ricostruzione che avrebbe molto da insegnare a chi si occupa di storiografia e storia economica, dato che l’autore approfondisce il tema economico con attenzione estrema. Sebbene la posizione di Hansen sia chiara, utilizza in maniera piuttosto obiettiva anche le fonti favorevoli a schiavismo e tratta umana così da far emergere depravazione, abiezione, crudeltà senza sconti. Ovvio il rifiuto alla lettura di tanto male perpetuato verso vittime innocenti, ma la vera sorpresa, a mio avviso, è la descrizione della vita terribile che i carnefici conducevano  in loco e la domanda principale non è come sia possibile che l’uomo possa fare tanto ai propri simili, ma come sia (stato) possibile che l’uomo perpetui un tale genocidio accettando di morire e soffrire in una terra sconosciuta. Hansen descrive le sofferenze infinite dei carnefici afflitti da malattie di ogni tipo, in un clima avverso e senza alcuna medicina ad alleviare le pene. Indimenticabili le descrizioni da osservazione diretta dell’Africa e la capacità di restituire modernità e attualità a personaggi lontani nel tempo. Ottima l’edizione italiana che restituisce un linguaggio essenziale e preciso.

Consigliato: a tutti, perché credo che quella parte della storia non sia conosciuta in maniera corretta, ma soprattutto a chi ha la pazienza di scoprire poesia anche nella tragedia

Sconsigliato: se vi aspettate un romanzo (come me prima della lettura), questo non è il genere giusto

Autore: Thorkild Hansen
Editore: Iperborea
Titolo originale: Slaverns kyst
Prima edizione: novembre 2005
pp.400
Nazione: Danimarca
Traduzione di: M. V. D’Avino
Postfazione di: M.V. D’Avino
ISBN: 9788870911367
Prezzo di copertina: € 17,50

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

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